STORIA — Base rate dell'approval presidenziale: quanto si muove in 1–3 mesi, quanto è persistente (dispersione per presidente, rally, crolli, lunga memoria)

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STORIA — Base rate dell'approval presidenziale

Pagina di ancoraggio storico: la reference class per ogni domanda del tipo «quale sarà l'approval del presidente X alla data Y». Risponde con i numeri a due domande: di quanto si muove l'approval in finestre di 1–3 mesi, e quanto è persistente il livello di oggi. La risposta di default che ne discende: vicino a oggi, salvo shock identificabile — l'approval è una serie a lunga memoria, non un random walk verso il 50%. La situazione specifica (evento in corso, ciclo elettorale) è l'*aggiustamento* sopra questo prior, mai il contrario.

Disciplina del wiki: medie (media trimestrale Gallup, medie degli aggregatori), mai il singolo sondaggio; ogni cifra con la sua fonte; RANGE, non falsa precisione.

Il numero-guida: in 1–3 mesi l'approval si muove poco, e sempre meno

FATTO (Gallup, primi due anni di ogni presidenza): la deviazione standard *entro-presidenza* dell'approval è crollata nel tempo. Valori per presidente, primi 2 anni ($\sigma$ in punti percentuali, Gallup):

| Presidente | $\sigma$ (primi 2 anni) | Range min–max | |---|---|---| | Truman | 16.0 | 54 pt (33–87%) | | G.W. Bush | 11.0 | 39 pt (51–90%) | | Carter | 10.0 | 36 pt (39–75%) | | Reagan | 8.4 | 31 pt (37–68%) | | G.H.W. Bush | 7.7 | 26 pt (56–82%) | | Ford | 7.2 | 34 pt (37–71%) | | Obama | 6.8 | 24 pt (43–67%) | | Clinton | 5.4 | 22 pt (37–59%) | | Kennedy | 5.1 | 22 pt (61–83%) | | Eisenhower | 5.0 | 18 pt (57–75%) | | Johnson | 4.9 | 17 pt (62–79%) | | Nixon | 4.0 | 16 pt (51–67%) | | Trump (1° mandato) | 2.3 | 10 pt (35–45%) |

Media pre-Trump: $\sigma = 7.6$ punti. Gallup (2018), verbatim: «The average standard deviation in job approval ratings for presidents prior to Trump is 7.6 percentage points, more than three times larger than for Trump» — cioè il confronto è enunciato dalla parte dei presidenti storici (7.6 «larger than» Trump), non di Trump. La lettura «$\sigma$ di Trump ~3,3× più piccola» è una derivazione aritmetica (7.6 / 2.3), non una frase Gallup. Fonte: *Trump Approval More Stable Than Approval for Prior Presidents* — metodo dichiarato: poll multi-day per Truman→G.W. Bush, medie settimanali di tracking per Obama e Trump.

Attenzione di scala: quelle $\sigma$ sono su finestre di 24 mesi (includono la deriva lunga). Sulla scala 1–3 mesi, essendo la serie fortemente autocorrelata, il movimento tipico è una frazione. Derivazione del wiki (etichettata come tale, non un dato Gallup): nell'era polarizzata (post-2009) la media aggregata si sposta tipicamente di ~1–2 punti in un mese, ~2–4 punti in tre mesi; nell'era pre-polarizzazione ~2–3 punti/mese e ~4–7 punti/trimestre erano normali. Movimenti oltre questi range hanno quasi sempre uno shock identificabile (sotto).

Deriva sistematica: la direzione di default è in giù, ~1–2 punti/mese nel primo anno

FATTO — due traiettorie recenti misurate da Gallup:

- Trump, 2° mandato: 47% all'insediamento (gen 2025) → 37% nel poll 7–21 luglio 2025 (−10 punti in 6 mesi, ≈1.7 pt/mese), guidato dagli indipendenti (−17 pt, al 29%); media del 2° trimestre 40% contro il 59% medio dello stesso trimestre per i presidenti eletti post-WWII (1952–2020). Poi 40–41% stabile per tre mesi (ago–ott 2025), quindi −5 punti in un mese: 36% nel poll 3–25 novembre 2025, condotto mentre lo shutdown federale diventava il più lungo della storia USA (risolto il 12 novembre). - Biden 2021: 50% (lug) → 49% (poll 2–17 ago, condotto in gran parte prima della caduta di Kabul) → 43% (set): −6 punti in un mese, che Gallup collega esplicitamente al ritiro caotico dall'Afghanistan («likely the reason»). È il tetto empirico recente del movimento mensile *senza* rally.

CONTESO — «ogni presidente cala sempre»: la versione forte è falsa. Clinton chiuse a 66% (Gallup, 15–17 dic 2000), col miglior ultimo trimestre da mezzo secolo; e Gallup (2021) nota che le medie di mandato «have fallen and rebounded», non solo cadute. La versione debole regge come pattern: il primo anno ha quasi sempre deriva negativa (fine honeymoon — già in Mueller 1970 il declino col tempo in carica è uno dei quattro predittori, il «coalition of minorities»), e i massimi di ogni presidenza sono all'inizio o su un rally, quasi mai alla fine.

La coda destra: i rally effect (rari, grandi, a decadimento in mesi)

FATTO (Gallup 2001): tra il 1941 e il 2001 sono documentati 16 rally ≥10 punti. I maggiori, misurati poll-su-poll:

- G.W. Bush, 11 settembre 2001: 51% (7–10 set) → 86% (14–15 set), +35 punti in meno di una settimana — il più grande mai misurato da Gallup; picco 90% pochi giorni dopo, il massimo assoluto della serie Gallup. - G.H.W. Bush, Desert Storm (gen 1991): +18 punti, il record precedente (Gallup; confermato da Hetherington & Nelson); picco di mandato 89%. Il rally Desert Storm durò 41 settimane, il più lungo registrato fino al 2001. - Kennedy, crisi dei missili (nov 1962): 61% → 74%, +13. FDR, Pearl Harbor: 72% → 84%, +12. - Wikipedia (compilazione secondaria) conta con baseline diverse: G.W. Bush +39 (51→90), G.H.W. Bush +30 (59→89), Carter +23 (→61%, ostaggi in Iran) — la taglia del rally dipende dalla baseline scelta: registrare sempre poll e date, non solo il delta.

Definizione canonica: Mueller 1970, *Presidential Popularity from Truman to Johnson*, APSR 64(1):18–34 (DOI https://doi.org/10.2307/1955610); i tre criteri (evento internazionale; che coinvolge direttamente USA e presidente; specifico, drammatico e circoscritto) come riportati dalla voce Wikipedia.

Decadimento — il rally non è permanente e si smaltisce in mesi:

- Gallup (2001): durata dei rally storici da 5 a 41 settimane. - Bush post-9/11: 90% → 66% (poll 5–8 set 2002), −24 punti in ~12 mesi, ≈−2 punti/mese; a quel punto era ancora 15 punti sopra la baseline pre-attacco del 51% — Gallup lo indica come l'eccezione al rientro completo dei rally. - Hetherington & Nelson 2003 (*Anatomy of a Rally Effect*, PS: Political Science & Politics 36(1)): al 10 novembre 2002 Bush era al 68% — 22 sotto il picco, ben sopra i livelli di 13 mesi prima — e il rally post-9/11 «has lasted longer than any in the history of polling». - FATTO (Gallup 2021): i rally «are becoming less frequent, likely due to… political polarization». Osservazione del wiki sulle serie Gallup: nessun rally ≥10 punti compare nelle serie di Trump (entrambi i mandati) o di Biden — nell'era attuale la coda destra va scontata rispetto alla tabella storica.

La coda sinistra: i crolli (più lenti dei rally, tranne su scandalo/crisi acuta)

FATTO: il crollo tipico è una deriva sostenuta, non un gradino. G.H.W. Bush: 89% al picco Gulf War (feb–mar 1991, sopra l'80% fino a metà aprile) → 29% a luglio 1992 (minimo di presidenza): ~60 punti in ~16–17 mesi, ≈−3.5 punti/mese sostenuti. Gallup, in retrospettiva: «in poco più di un anno, dal massimo storico a uno dei livelli più bassi mai misurati». I gradini negativi *rapidi* osservati restano invece nell'ordine di −5/−6 punti in un mese (Biden–Kabul 2021; Trump–shutdown 2025): grandi per l'era polarizzata, piccoli rispetto ai rally positivi. Asimmetria utile: la coda destra (+10/+35) è più lunga della coda sinistra mensile (−5/−10), ma la sinistra è più persistente (il rally decade; il danno da economia/scandalo tende a restare).

Persistenza: lunga memoria, ritorno lento alla *propria* media

FATTO (letteratura statistica): le serie di popolarità politica sono processi a lunga memoria — Byers, Davidson & Peel, *Modelling Political Popularity: an Analysis of Long-range Dependence in Opinion Poll Series*, J. Royal Statistical Society A 160(3):471–490, 1997, dall'abstract: l'aggregazione di risposte eterogenee *produce* lunga memoria, e i dati Gallup mensili (UK) risultano «virtually pure 'fractional noise' processes». Il follow-up su più paesi (Byers, Davidson & Peel 2000, Electoral Studies) stimerebbe $d \approx 0.7$: fortemente persistente, mean-reverting molto lentamente, con shock visibili ≥12 mesi [UNVERIFIED: valore $d$ e replica 2000 da sintesi secondarie, non fetchati in fonte primaria → trattare 0.7 come ordine di grandezza].

Conseguenze operative della lunga memoria:

1. Il miglior predittore a 1–3 mesi è il livello di oggi (media aggregata), più una piccola deriva — non la media storica, non il 50%. 2. La mean reversion esiste ma è verso la media recente del presidente stesso (es. la stabilizzazione di Trump a 40–41% dopo il minimo di luglio 2025), non verso un livello «normale» nazionale. 3. Uno shock osservato non va estrapolato né azzerato: decade su scala di mesi (~2 pt/mese per il rally post-9/11; più lento per i danni strutturali).

Regola operativa per le domande «approval di X alla data Y»

Punto di partenza (prior), da aggiustare con OGGETTIVO — Sondaggi e segnali: come leggere i dati senza farsi ingannare (medie, house effects, errore storico, FEC, special elections, mercati) (medie, house effects) e la tesi specifica del momento. Derivazione del wiki dai dati sopra, non un dato di fonte:

- Orizzonte ≤1 mese: livello attuale $\pm 2$ punti (~68%); code oltre ±4 solo con shock già in corso. - Orizzonte 3 mesi, era polarizzata: livello attuale − deriva (0–2 pt/mese in giù nel primo anno di mandato, ~0 dopo) $\pm 3$–4 punti; code: rally (+10/+35, probabilità bassa e in calo strutturale), crisi acuta (−5/−10). - Presidenti pre-1990 / regimi non polarizzati: allargare tutto di ~2–3× ($\sigma$ storica media 7.6 vs 2.3 dell'era Trump). - Se la domanda usa un singolo pollster (es. solo Gallup), aggiungere il rumore campionario e l'house effect di quel pollster al band: i gradini poll-su-poll singoli sono più grandi dei movimenti della media.

Anti-bias e limiti della fonte

- Gallup è fonte istituzionale e qui fa da spina dorsale: singolo pollster, metodo cambiato nel tempo (poll multi-day → tracking con medie settimanali per Obama/Trump, come dichiarato nell'articolo 2018; oggi rilevazione mensile). Le $\sigma$ della tabella non sono perfettamente confrontabili tra epoche (frequenze di campionamento diverse gonfiano/riducono la varianza misurata). SPIN da evitare: usare il confronto Trump-vs-storici come giudizio politico — è un fatto di *varianza*, non di livello. - Aggregatori: FiveThirtyEight è stato chiuso da ABC News (marzo 2025); restano RealClearPolitics, Silver Bulletin e simili. Differiscono per selezione dei poll e correzione degli house effect; RCP non pondera per qualità [scelte editoriali: scontare allo stesso modo, destra/sinistra/istituzionale]. - Dato cercato apposta contro la tesi di stabilità: Biden −6 in un mese (2021) e Trump −5 in un mese (2025) mostrano che *anche nell'era polarizzata* il gradino mensile esiste; la stabilità è il caso base, non una legge. - Non verificato in fonte primaria (e così etichettato sopra): $d = 0.7$ (Byers et al. 2000); le cifre di Wikipedia sui rally con baseline alternative e i tre criteri di Mueller come lì parafrasati (compilazione secondaria).

Correlate: OGGETTIVO — Sondaggi e segnali: come leggere i dati senza farsi ingannare (medie, house effects, errore storico, FEC, special elections, mercati) (come leggere le medie), MIDTERM 2026 — Il quadro: quali seggi sono in gioco (Senato 35, Camera 435), generic ballot alle medie di luglio, mappa dei contendibili post-redistricting, e il base rate della penalità midterm per il partito del presidente (l'approval come input della penalità midterm), STORIA — Base rate legislativi: shutdown minacciati vs avvenuti, veti superati, conferme entro scadenza (reference class con casi datati) (lo shock-shutdown della coda sinistra), TEORIA — Fundamentals della scienza elettorale USA: Time-for-Change, incumbency advantage, opinione termostatica, penalità di midterm, generic ballot; forward-ref in costruzione: rally round the flag, PRESIDENZA — Quadro dell'esecutivo a luglio 2026: approval (media aggregata e trend), agenda del 2° mandato, ordini esecutivi e loro esito giudiziario, nomine, governo per decreto e shadow docket.

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